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GEOMETRIE: un dialogo visionario tra architettura e fotografia
Year
2017 - ON GOING
“La fotografia creativa non deve riprodurre, ma interpretare rendendo visibile l’invisibile”. (Franco Fontana)
La composizione architettonica si fonda su geometrie più o meno complesse ma è lo studio del dettaglio che di solito la caratterizza. Il progetto è una ricerca di punti di vista inconsueti, angoli e scorci visuali, particolari costruttivi che si mescolano in un dialogo silente e visionario tra trame di linee ed intersezioni, pieni e vuoti, combinazioni di forme e contrasti di luci ed ombre. Le immagini sono un invito a considerare i dettagli in nuovi punti di vista cercando di eliminare il caos dell'ambiente urbano che si traduce in un bisogno intrinseco della società di un ritmo più lento attraverso fotografie minimaliste. La serie esplora la percezione dei campi geometrici del colore e delle forme astratte, quasi pittoriche, nei luoghi di tutti i giorni.
L’immagine di questi luoghi sospesi è composta da due piani: reale (la fotografia) e irreale (l’immaginazione) diventando parte uno dell’altro. Nasce così un’immagine visionaria che rivela una bellezza inaspettata nell'insieme di forme geometriche e colori in cui si viene a creare un dialogo tra architettura e fotografia.
“La fotografia creativa non deve riprodurre, ma interpretare rendendo visibile l’invisibile”. (Franco Fontana)
Architectural composition is rooted in geometries—simple or complex—but it is the study of detail that truly defines it. The project is an exploration of unconventional viewpoints: unusual angles and visual glimpses, constructive details quietly mingling in a visionary dialogue of intersecting lines, solid spaces and voids, interwoven forms, and contrasts of light and shadow.
These images invite us to consider details from fresh perspectives, stripping away the chaos of the urban environment—reflecting society’s innate longing for a slower rhythm—through minimalist photography. The series delves into our perception of geometric fields of color and abstract, almost painterly forms, embedded within everyday settings. The depiction of these suspended places unfolds across two planes: the real (the photograph) and the unreal (the imagination), merging into one. From this union emerges a visionary image that reveals an unexpected beauty in the interplay of geometric shapes and hues—all while forging an intimate dialogue between architecture and photography.


















